Articolo su rivista
Danze fantastiche in «Quarantotto n8», Topipittori, Milano 2025
“Un corpo che danza è un corpo che immagina e che lascia immaginare. Ogni movimento è un gesto di attenzione verso ciò che ci circonda, un modo per riconoscere la nostra interdipendenza con il mondo: il corpo nel suo essere-corpo è interagente, risuona nel tempo e nello spazio, con gli altri e in accoglienza delle relazioni che lo attraversano ed è proprio nello spazio infinitesimale dalla pelle all’ambiente che si articola la vita. Una volta, alla domanda ‘Che cos’è un gesto?’ un bambino ha risposto ‘Il gesto è l’inizio di tutto’ e io ancora oggi mi chiedo: ‘Che cos’è l’inizio?’ Un insieme di accadimenti per cui si entra in un nuovo fenomeno? Oppure solo un atto pratico? Quello che intendeva il bambino (forse…) è il fatto che da un gesto può nascere qualsiasi cosa e che, viceversa, ogni cosa nasce da un gesto […]”.
